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Eventi

CANALETTO A VENEZIA
 
 
 
Lunedì 27 novembre:
20.30
Martedì 28 novembre:
20.30
Mercoledì 29 novembre:
20.30

intero 10 - ridotto, Moviecard e university card 8
NON VALIDA PROMO MARTEDI 5 EURO!

CANALETTO A VENEZIA
Cast:

Solo il 27-28-29 Novembre al cinema! In occasione della mostra di Londra approda nei cinema italiani il film evento che guida gli spettatori attraverso la vita e le opere del pittore che meglio colse l’essenza e il fascino di una delle città più amate al mondo.
Una visita esclusiva tra i luoghi che lo conquistarono e attraverso le collezioni di Buckingham Palace e Windsor Castle

Sinossi:

Giovanni Antonio Canal, universalmente conosciuto come Canaletto, nacque nell’ottobre del 1697 a Venezia, la città di cui dipinse infinite vedute per le quali divenne noto già dal Settecento.
La precisione delle architetture e della prospettiva che spicca nelle sue opere, deriva dalla formazione che, sin da giovanissimo, l’artista acquisì presso la bottega del padre Bernardo, specializzato nella produzione di scenografie per allestimenti teatrali veneziani. Ma Canaletto (1697-1768) fu molto più che un eccellente vedutista, com’è possibile comprendere studiando i suoi lavori e confrontandoli con le vedute reali.
Canaletto a Venezia, che sarà al cinema solo il 27, 28, 29 novembre garantirà un accesso unico alle opere d’arte di Canaletto conservate presso la Royal Collection, molte delle quali esposte nella mostra “Canaletto e l’arte di Venezia”, presso la Galleria della Regina a Buckingham Palace (fino al 12 novembre 2017). Il film offre inoltre l’opportunità di entrare in due residenze reali ufficiali – Buckingham Palace e Windsor Castle – per conoscere più da vicino l’artista e il suo principale agente Joseph Smith, Console britannico a Venezia che introdusse il pittore nel Regno Unito. Gli spettatori si avventureranno così in un singolare Grand Tour, visitando i luoghi amati dai contemporanei di Canaletto e da lui immortalati in vedute indimenticabili – dal Ponte del Rialto a Piazza San Marco, da Palazzo Ducale fino alla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, guidati dai curatori della Royal Collection Trust e dai maggiori esperti al mondo della storia di Venezia.
Nessun altro artista ha catturato l’essenza e il fascino di Venezia come ha saputo fare Canaletto. Nonostante il rapporto intimo del pittore con la città in cui nacque, visse e morì, la più grande collezione delle sue opere è conservata nel Regno Unito, all’interno della Royal Collection. Nel 1762, il re George III acquistò infatti quasi tutti i lavori dell’artista collezionati da Joseph Smith. Molte opere di questa collezione sono esposte ora nella mostra “Canaletto e l’arte di Venezia” che, dopo Londra, approderà nelle grandi città italiane per esplorare le origini dell’arte dell’artista veneziano.
L’eccezionale gruppo di oltre 200 dipinti, disegni e stampe in esposizione, offre una visione impareggiabile della maestria di Canaletto e dei suoi contemporanei, oltre che della città di cui il pittore divenne simbolo. Sebbene le sue opere appaiano fedeli rappresentazioni di Venezia, infatti, l’abilità di Canaletto viene dalla sua manipolazione della realtà. L’artista, infatti, cambiava la posizione degli edifici o apriva nuove vedute per creare la composizione perfetta, partendo dal reale. Per questo i suoi dipinti furono ricercati con particolare ardore e collezionati dai protagonisti del Grand Tour.
L’immaginazione giocosa del pittore veneziano si estese in un nuovo genere nel quale Canaletto eccelse: il ‘capriccio’, che converte la combinazione di realtà e architetture inventate in nuove vedute immaginarie. In questo senso, Canaletto è da considerarsi un vero e proprio maestro della narrazione.
Diretto da David Bickerstaff, che lo ha scritto assieme a Phil Grabsky, il film in HD e 4K, è distribuito in Italia da Nexo Digital: un modo meraviglioso per visitare la mostra, ma anche un’opportunità straordinaria di avvicinarsi a Canaletto e alla città che lo ispirò, intraprendendo un viaggio nella vita e nell’arte del famoso pittore veneziano.

Solo il 27-28-29 Novembre al cinema! In occasione della mostra di Londra approda nei cinema italiani il film evento che guida gli spettatori attraverso la vita e le opere del pittore che meglio colse l’essenza e il fascino di una delle città più amate al mondo.
Una visita esclusiva tra i luoghi che lo conquistarono e attraverso le collezioni di Buckingham Palace e Windsor Castle

Giovanni Antonio Canal, universalmente conosciuto come Canaletto, nacque nell’ottobre del 1697 a Venezia, la città di cui dipinse infinite vedute per le quali divenne noto già dal Settecento.
La precisione delle architetture e della prospettiva che spicca nelle sue opere, deriva dalla formazione che, sin da giovanissimo, l’artista acquisì presso la bottega del padre Bernardo, specializzato nella produzione di scenografie per allestimenti teatrali veneziani. Ma Canaletto (1697-1768) fu molto più che un eccellente vedutista, com’è possibile comprendere studiando i suoi lavori e confrontandoli con le vedute reali.
Canaletto a Venezia, che sarà al cinema solo il 27, 28, 29 novembre garantirà un accesso unico alle opere d’arte di Canaletto conservate presso la Royal Collection, molte delle quali esposte nella mostra “Canaletto e l’arte di Venezia”, presso la Galleria della Regina a Buckingham Palace (fino al 12 novembre 2017). Il film offre inoltre l’opportunità di entrare in due residenze reali ufficiali – Buckingham Palace e Windsor Castle – per conoscere più da vicino l’artista e il suo principale agente Joseph Smith, Console britannico a Venezia che introdusse il pittore nel Regno Unito. Gli spettatori si avventureranno così in un singolare Grand Tour, visitando i luoghi amati dai contemporanei di Canaletto e da lui immortalati in vedute indimenticabili – dal Ponte del Rialto a Piazza San Marco, da Palazzo Ducale fino alla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, guidati dai curatori della Royal Collection Trust e dai maggiori esperti al mondo della storia di Venezia.
Nessun altro artista ha catturato l’essenza e il fascino di Venezia come ha saputo fare Canaletto. Nonostante il rapporto intimo del pittore con la città in cui nacque, visse e morì, la più grande collezione delle sue opere è conservata nel Regno Unito, all’interno della Royal Collection. Nel 1762, il re George III acquistò infatti quasi tutti i lavori dell’artista collezionati da Joseph Smith. Molte opere di questa collezione sono esposte ora nella mostra “Canaletto e l’arte di Venezia” che, dopo Londra, approderà nelle grandi città italiane per esplorare le origini dell’arte dell’artista veneziano.
L’eccezionale gruppo di oltre 200 dipinti, disegni e stampe in esposizione, offre una visione impareggiabile della maestria di Canaletto e dei suoi contemporanei, oltre che della città di cui il pittore divenne simbolo. Sebbene le sue opere appaiano fedeli rappresentazioni di Venezia, infatti, l’abilità di Canaletto viene dalla sua manipolazione della realtà. L’artista, infatti, cambiava la posizione degli edifici o apriva nuove vedute per creare la composizione perfetta, partendo dal reale. Per questo i suoi dipinti furono ricercati con particolare ardore e collezionati dai protagonisti del Grand Tour.
L’immaginazione giocosa del pittore veneziano si estese in un nuovo genere nel quale Canaletto eccelse: il ‘capriccio’, che converte la combinazione di realtà e architetture inventate in nuove vedute immaginarie. In questo senso, Canaletto è da considerarsi un vero e proprio maestro della narrazione.
Diretto da David Bickerstaff, che lo ha scritto assieme a Phil Grabsky, il film in HD e 4K, è distribuito in Italia da Nexo Digital: un modo meraviglioso per visitare la mostra, ma anche un’opportunità straordinaria di avvicinarsi a Canaletto e alla città che lo ispirò, intraprendendo un viaggio nella vita e nell’arte del famoso pittore veneziano.

Vasco Modena Park
 
 
 
Venerdì 01 dicembre:
21.30
Lunedì 04 dicembre:
orari da definire
Martedì 05 dicembre:
orari da definire
Mercoledì 06 dicembre:
orari da definire
Giovedì 07 dicembre:
orari da definire

Metti intero 12 – ridotto, Moviecard e University card 10
NON VALIDA PROMO MARTEDI 5 EURO!

Vasco Modena Park
IL FILM
Cast:

Prodotto da GIAMAICA con la collaborazione di EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music. Durata: 157 minuti Produttore Esecutivo | Maurizio Vassallo Regia - Direzione Creativa | Giuseppedomingo Romano - PEPSY ROMANOFF Art Direction - Motion Design | Rocco Pezzella - Ok Rocco Direttore della Fotografia | Emanuele Cerri Coordinatore Tecnico Digital Cinema - Live Broadcast – Dvd | Davide Furlan per The Alliance

Sinossi:

VASCO MODENA PARK – IL FILM al cinema la versione inedita dell’evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla “festa epocale” dei suoi primi 40 anni “dal fronte del palco”. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un’avventura epica da guardare, una grande festa da…cantare – e perché no ballare – ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema! VASCO MODENA PARK – IL FILM risuonerà eccezionalmente nelle sale italiane in anteprima il 1° dicembre nei cinema selezionati e in tutte le sale d’Italia dal 4 al 7 dicembre, distribuito da QMI Stardust.

Prodotto da GIAMAICA con la collaborazione di EXCEPT e distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music. Durata: 157 minuti Produttore Esecutivo | Maurizio Vassallo Regia - Direzione Creativa | Giuseppedomingo Romano - PEPSY ROMANOFF Art Direction - Motion Design | Rocco Pezzella - Ok Rocco Direttore della Fotografia | Emanuele Cerri Coordinatore Tecnico Digital Cinema - Live Broadcast – Dvd | Davide Furlan per The Alliance

VASCO MODENA PARK – IL FILM al cinema la versione inedita dell’evento che il 1° luglio a Modena ha visto Vasco protagonista assoluto assieme ai 220.000 spettatori accorsi da ogni parte per partecipare alla “festa epocale” dei suoi primi 40 anni “dal fronte del palco”. Duecentoventimila voci al cielo, ventisette telecamere, massima attenzione alla resa sonora, un montaggio al cardiopalma. Il film diretto da Giuseppe Domingo Romano è arricchito da preziosi materiali inediti e dalle riflessioni dello stesso Vasco, che si trasformerà in un Caronte capace di trasportare i fan a esplorare gli spartiti della sua vita. Oltre due ore di rock e di energia pura, per rivivere un momento unico da ascoltare, un’avventura epica da guardare, una grande festa da…cantare – e perché no ballare – ancora una volta tutti insieme. Ma questa volta al cinema! VASCO MODENA PARK – IL FILM risuonerà eccezionalmente nelle sale italiane in anteprima il 1° dicembre nei cinema selezionati e in tutte le sale d’Italia dal 4 al 7 dicembre, distribuito da QMI Stardust.

PEARL JAM
 
 
 
Giovedì 30 novembre:
orari da definire
PEARL JAM
LET?S PLAY TWO
Cast:

Un film di Danny Clinch. Titolo originale Pearl Jam: Let's Play Two. Eventi, Ratings: Kids+13, durata 120 min.

Sinossi:

Il film concerto dei Pearl Jam firmato da Danny Clinch: il meglio dei due concerti realizzato al Wrigley Stadium di Chicago, citta natìa di Eddie Vedder, per celebrare la vittoria dei Chicago Cubs (squadra del cuore della band) che attendevano da 108 anni.
Per celebrare i leggendari concerti sold out che i PEARL JAM tennero il 20 e il 22 agosto del 2016 in omaggio alla storica stagione delle World Series Championship di baseball vinta dai Chicago Cubs, arriva al cinema il documentario “LET’S PLAY TWO”
“LET’S PLAY TWO”, diretto dal regista e fotografo Danny Clinch, sarà infatti nelle sale italiane distribuito da Nexo Digital solo giovedì 30 novembre.
Del resto Chicago è la città natale di Eddie Vedder e i Pearl Jam hanno instaurato una relazione duratura con la città e con la squadra di baseball dei Chicago Cubs: un rapporto unico per il mondo dello sport e della musica celebrato nel 2016 con due straordinari concerti al Wrigley Field, lo stadio cittadino altresì definito “Cubs park”, in occasione dei festeggiamenti per la vittoria della World Series avvenuta dopo il più lungo digiuno della storia del baseball, ben 108 anni di distanza dal precedente titolo. Così, a partire da “TEN” fino a “LIGHTNING BOLT”, il film concerto spazia attraverso tutto il catalogo di brani originali e cover che hanno caratterizzato la carriera 25ennale della band. All’interno interviste esclusive e un dietro le quinte che mostra i passaggi spontanei, nel quartiere di Wrigleyville, dall’atmosfera di una vittoria dei Cubs all’anticipazione e alla preparazione dei live della band. Attraverso gli occhi di Danny Clinch e la voce dei Pearl Jam (Eddie Vedder Stone Gossard, Mike McCready, Matt Cameron, Jeff Ament), il film mostra il passato e il presente sia della band che dei Chicago Cubs e tramite la musica, il sudore e le speranze eterne che accumunano i fan dei Cubs e dei Pearl Jam, viene svelato il viaggio che ha creato questa speciale relazione.
“Nei miei film e nelle mie fotografie mi piace esplorare la relazione esistente tra una band, i suoi fan e la location” racconta il regista di “Let’s Play Two” Danny Clinch. “Quando succede che i personaggi principali del tuo film sono i Pearl Jam, i Chicago Cubs, i loro fan e lo stadio Wringley Field durante un momento storico, sai per certo che sarà epico. Abbiamo fatto bene a seguire i nostri istinti che ci hanno portato alla storica partita 7 delle World Series, la quale ha chiuso per la squadra un periodo di magra lungo 108 anni. Ho imparato ad accettare l’inaspettato e quando si è pronti, tutto ciò ripaga sempre”.
Il regista Danny Clinch e il produttore esecutivo Lindha Narvaez con Milkt sono stati team di produzione di progetti cinematografici per più di 15 anni. Hanno lavorato insieme anche per il film del concerto live dei Pearl Jam “Immagine in Cornice” (2007) e negli anni hanno lavorato a tanti altri EPKs della band.
Danny e Lindha, insieme ai direttori della fotografia di “LET’S PLAY TWO” Vance Burberry e Josh Goleman ed al direttore tecnico Taryn Gould, hanno collaborato con i Pearl Jam alla produzione dei contenuti di “Lightning Bolt” (2013) e al cortometraggio e video musicale di “Mind Your Manners”.
PEARL JAM. LET’S PLAY TWO è prodotto dalla Monkeywrench Productions, Tourgigs Productions, Universal Music Publishing Group, Republic Records, FOX Sports e la Major League Baseball in collaborazione con Milkt Films e Polygram Entertainment. Distribuito in Italia da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it.

Un film di Danny Clinch. Titolo originale Pearl Jam: Let's Play Two. Eventi, Ratings: Kids+13, durata 120 min.

Il film concerto dei Pearl Jam firmato da Danny Clinch: il meglio dei due concerti realizzato al Wrigley Stadium di Chicago, citta natìa di Eddie Vedder, per celebrare la vittoria dei Chicago Cubs (squadra del cuore della band) che attendevano da 108 anni.
Per celebrare i leggendari concerti sold out che i PEARL JAM tennero il 20 e il 22 agosto del 2016 in omaggio alla storica stagione delle World Series Championship di baseball vinta dai Chicago Cubs, arriva al cinema il documentario “LET’S PLAY TWO”
“LET’S PLAY TWO”, diretto dal regista e fotografo Danny Clinch, sarà infatti nelle sale italiane distribuito da Nexo Digital solo giovedì 30 novembre.
Del resto Chicago è la città natale di Eddie Vedder e i Pearl Jam hanno instaurato una relazione duratura con la città e con la squadra di baseball dei Chicago Cubs: un rapporto unico per il mondo dello sport e della musica celebrato nel 2016 con due straordinari concerti al Wrigley Field, lo stadio cittadino altresì definito “Cubs park”, in occasione dei festeggiamenti per la vittoria della World Series avvenuta dopo il più lungo digiuno della storia del baseball, ben 108 anni di distanza dal precedente titolo. Così, a partire da “TEN” fino a “LIGHTNING BOLT”, il film concerto spazia attraverso tutto il catalogo di brani originali e cover che hanno caratterizzato la carriera 25ennale della band. All’interno interviste esclusive e un dietro le quinte che mostra i passaggi spontanei, nel quartiere di Wrigleyville, dall’atmosfera di una vittoria dei Cubs all’anticipazione e alla preparazione dei live della band. Attraverso gli occhi di Danny Clinch e la voce dei Pearl Jam (Eddie Vedder Stone Gossard, Mike McCready, Matt Cameron, Jeff Ament), il film mostra il passato e il presente sia della band che dei Chicago Cubs e tramite la musica, il sudore e le speranze eterne che accumunano i fan dei Cubs e dei Pearl Jam, viene svelato il viaggio che ha creato questa speciale relazione.
“Nei miei film e nelle mie fotografie mi piace esplorare la relazione esistente tra una band, i suoi fan e la location” racconta il regista di “Let’s Play Two” Danny Clinch. “Quando succede che i personaggi principali del tuo film sono i Pearl Jam, i Chicago Cubs, i loro fan e lo stadio Wringley Field durante un momento storico, sai per certo che sarà epico. Abbiamo fatto bene a seguire i nostri istinti che ci hanno portato alla storica partita 7 delle World Series, la quale ha chiuso per la squadra un periodo di magra lungo 108 anni. Ho imparato ad accettare l’inaspettato e quando si è pronti, tutto ciò ripaga sempre”.
Il regista Danny Clinch e il produttore esecutivo Lindha Narvaez con Milkt sono stati team di produzione di progetti cinematografici per più di 15 anni. Hanno lavorato insieme anche per il film del concerto live dei Pearl Jam “Immagine in Cornice” (2007) e negli anni hanno lavorato a tanti altri EPKs della band.
Danny e Lindha, insieme ai direttori della fotografia di “LET’S PLAY TWO” Vance Burberry e Josh Goleman ed al direttore tecnico Taryn Gould, hanno collaborato con i Pearl Jam alla produzione dei contenuti di “Lightning Bolt” (2013) e al cortometraggio e video musicale di “Mind Your Manners”.
PEARL JAM. LET’S PLAY TWO è prodotto dalla Monkeywrench Productions, Tourgigs Productions, Universal Music Publishing Group, Republic Records, FOX Sports e la Major League Baseball in collaborazione con Milkt Films e Polygram Entertainment. Distribuito in Italia da Nexo Digital con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it.

LA BOTTA GROSSA
 
 
 
Mercoledì 13 dicembre:
orari da definire
LA BOTTA GROSSA
Cast:

Documentario, 82 minuti. Regia di Sandro Baldoni
Con la partecipazione di alcuni degli abitanti dei paesi di Umbria e Marche colpiti dal terremoto
Montaggio Claudio Borroni Immagini Renato Alfarano, Gianluca Catania
Produttore Esecutivo Gianfilippo Pedote
La canzone Combattente è cantata da Fiorella Mannoia
Una produzione Acqua su Marte con Rai Cinema
Con il sostegno della Lombardia Film Commission – Film Fund 2017
Distribuzione Istituto Luce-Cinecittà

Sinossi:

Arriva nei cinema un film documentario col sapore inaspettato e urgente delle cose reali che accadono, della vita normale in situazioni straordinarie; cinema del reale che sogna di tornare alla realtà. È quanto accade ne La botta grossa, il nuovo documentario di Sandro Baldoni, autore di un esordio folgorante come ‘Strane Storie’, e che qui trova decine di storie strane. Un film che racconta cosa è accaduto dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che ha nuovamente colpito il Centro Italia, dopo il sisma di Amatrice. Un sisma che non ha fatto vittime, ma sfollato 40.000 abitanti, buttato giù case e paesi, con la forza della scossa più forte in Italia degli ultimi 40 anni. La botta grossa, come la chiamano in Umbria e Marche. Un racconto ‘da dentro il terremoto’ fatto da chi è rimasto fuori di casa, come il regista. Una storia purtroppo già raccontata dai media, con uno stato di emergenza e urgenza che ha il tragico paradosso di rinnovarsi, di procrastinarsi. Il film ha un tono diverso, devia dall’ultim’ora. Racconta cosa accade a chi perde quasi tutto, da un anno a qui, a noi. Racconta come si sopravvive, e come poi si continua a vivere, nell’attesa di un intervento, da attendere. Non c’è (solo) dramma in questo racconto. C’è il dolore, la perdita, lo sbigottimento. E c’è un lampo, di volontà, di umanità, di auto-organizzazione. Non c’è retorica, al suo posto c’è chi trova ironia, il calore di una battuta. Il lampo per un sorriso. C’è il tentativo di smettere di sopravvivere – chi ha potuto, lo ha già fatto. C’è il tentativo di vivere. Scuotersi, dopo la scossa. E allora Baldoni intraprende un road-movie tra strade dissestate, con incontri in una Pro Loco divenuta una sorta di isola comune; tra villeggiature forzate al mare; scuole improvvisate, palestre divenute studi di psicologo, alternanze tra mondo web e racconti di anziani; o un eremita che solitario fa qualcosa che rappresenta decine di migliaia di persone. Ne La botta grossa si piange, e si ride. E si ricostruisce un’umanità sostenibile. Un film che parla di alcune persone in alcuni luoghi. E a tutti i cittadini di tutta Italia.

La botta grossa, prodotto da Acqua su Marte con Rai Cinema, con il sostegno di Lombardia Film Commission, arriva nelle sale italiane distribuito da Luce-Cinecittà, con un tour in moltissimi centri che hanno vissuto il dramma del sisma, e proiezioni e teniture nelle principali città. A cominciare dall’anteprima-evento di Domenica 12 novembre al cinema Nuovo Sacher di Roma, presentato dal regista con Nanni Moretti, per poi arrivare a novembre e dicembre sugli schermi.

Sinossi
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.

Il film
Pur non avendo fatto vittime La botta grossa è stata la scossa più devastante che si ricordi da decenni. I danni sono stati gravissimi: interi paesi distrutti, 40.000 persone sfollate e una situazione psicologica ancora oggi, un anno dopo, da centro psichiatrico a cielo aperto.
Il documentario racconta le ferite che hanno segnato le vittime della catastrofe attraverso alcune storie - spesso dolorose, a volte paradossali, altre perfino divertenti - girate tra Umbria e Marche.
Il film punta a raccontare soprattutto quanto le persone sono state capaci di cavare da sé in condizioni così estreme, mostrando come, anche in tempi di imperante individualismo, sentirsi parte di una comunità possa spingere a reagire - tutti insieme - alle carenze istituzionali e all’angoscia del vuoto personale.
Se è vero che in un futuro prossimo potremmo essere costretti ad abituarci (merito nostro?) alle alluvioni, alle inondazioni, agli uragani e agli incendi, le testimonianze e le situazioni di “La Botta Grossa” ci danno alcune indicazioni sulla capacità di reazione delle persone di fronte alla forza straordinaria della natura.

È un documentario “fuori moda”: ho voluto far parlare le persone in macchina, oppure filmarle mentre fanno qualcosa ma ogni tanto rivolgono parole e sguardi allo spettatore, facendolo partecipare. Piuttosto che scegliere la strada del “finto vero” in cui la macchina da presa sembra nascosta, ma è lì, tutti lo sanno e tutti cercano di comportarsi come se non ci fosse. Ma qui è stato anzitutto il calore emotivo della situazione a spingermi a mettere da parte le convenzioni formali più accreditate… (Sandro Baldoni)

Documentario, 82 minuti. Regia di Sandro Baldoni
Con la partecipazione di alcuni degli abitanti dei paesi di Umbria e Marche colpiti dal terremoto
Montaggio Claudio Borroni Immagini Renato Alfarano, Gianluca Catania
Produttore Esecutivo Gianfilippo Pedote
La canzone Combattente è cantata da Fiorella Mannoia
Una produzione Acqua su Marte con Rai Cinema
Con il sostegno della Lombardia Film Commission – Film Fund 2017
Distribuzione Istituto Luce-Cinecittà

Arriva nei cinema un film documentario col sapore inaspettato e urgente delle cose reali che accadono, della vita normale in situazioni straordinarie; cinema del reale che sogna di tornare alla realtà. È quanto accade ne La botta grossa, il nuovo documentario di Sandro Baldoni, autore di un esordio folgorante come ‘Strane Storie’, e che qui trova decine di storie strane. Un film che racconta cosa è accaduto dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che ha nuovamente colpito il Centro Italia, dopo il sisma di Amatrice. Un sisma che non ha fatto vittime, ma sfollato 40.000 abitanti, buttato giù case e paesi, con la forza della scossa più forte in Italia degli ultimi 40 anni. La botta grossa, come la chiamano in Umbria e Marche. Un racconto ‘da dentro il terremoto’ fatto da chi è rimasto fuori di casa, come il regista. Una storia purtroppo già raccontata dai media, con uno stato di emergenza e urgenza che ha il tragico paradosso di rinnovarsi, di procrastinarsi. Il film ha un tono diverso, devia dall’ultim’ora. Racconta cosa accade a chi perde quasi tutto, da un anno a qui, a noi. Racconta come si sopravvive, e come poi si continua a vivere, nell’attesa di un intervento, da attendere. Non c’è (solo) dramma in questo racconto. C’è il dolore, la perdita, lo sbigottimento. E c’è un lampo, di volontà, di umanità, di auto-organizzazione. Non c’è retorica, al suo posto c’è chi trova ironia, il calore di una battuta. Il lampo per un sorriso. C’è il tentativo di smettere di sopravvivere – chi ha potuto, lo ha già fatto. C’è il tentativo di vivere. Scuotersi, dopo la scossa. E allora Baldoni intraprende un road-movie tra strade dissestate, con incontri in una Pro Loco divenuta una sorta di isola comune; tra villeggiature forzate al mare; scuole improvvisate, palestre divenute studi di psicologo, alternanze tra mondo web e racconti di anziani; o un eremita che solitario fa qualcosa che rappresenta decine di migliaia di persone. Ne La botta grossa si piange, e si ride. E si ricostruisce un’umanità sostenibile. Un film che parla di alcune persone in alcuni luoghi. E a tutti i cittadini di tutta Italia.

La botta grossa, prodotto da Acqua su Marte con Rai Cinema, con il sostegno di Lombardia Film Commission, arriva nelle sale italiane distribuito da Luce-Cinecittà, con un tour in moltissimi centri che hanno vissuto il dramma del sisma, e proiezioni e teniture nelle principali città. A cominciare dall’anteprima-evento di Domenica 12 novembre al cinema Nuovo Sacher di Roma, presentato dal regista con Nanni Moretti, per poi arrivare a novembre e dicembre sugli schermi.

Sinossi
Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha colpito nuovamente il Centro Italia, già piegato dal sisma di agosto ad Amatrice, con la scossa più forte registrata in Italia negli ultimi 40 anni: magnitudo 6,5, con epicentro tra le province di Perugia e Macerata, in Umbria e nelle Marche, e un raggio d’azione che ha devastato tutta la zona dei Monti Sibillini, dove il regista è nato e cresciuto. Partendo dalla sua casa distrutta e dal suo personale stato d’animo, Baldoni compie un viaggio “da dentro” l’esperienza del terremoto, per cogliere le paure profonde, i traumi, le ansie, le rabbie, le speranze delle persone colpite.

Il film
Pur non avendo fatto vittime La botta grossa è stata la scossa più devastante che si ricordi da decenni. I danni sono stati gravissimi: interi paesi distrutti, 40.000 persone sfollate e una situazione psicologica ancora oggi, un anno dopo, da centro psichiatrico a cielo aperto.
Il documentario racconta le ferite che hanno segnato le vittime della catastrofe attraverso alcune storie - spesso dolorose, a volte paradossali, altre perfino divertenti - girate tra Umbria e Marche.
Il film punta a raccontare soprattutto quanto le persone sono state capaci di cavare da sé in condizioni così estreme, mostrando come, anche in tempi di imperante individualismo, sentirsi parte di una comunità possa spingere a reagire - tutti insieme - alle carenze istituzionali e all’angoscia del vuoto personale.
Se è vero che in un futuro prossimo potremmo essere costretti ad abituarci (merito nostro?) alle alluvioni, alle inondazioni, agli uragani e agli incendi, le testimonianze e le situazioni di “La Botta Grossa” ci danno alcune indicazioni sulla capacità di reazione delle persone di fronte alla forza straordinaria della natura.

È un documentario “fuori moda”: ho voluto far parlare le persone in macchina, oppure filmarle mentre fanno qualcosa ma ogni tanto rivolgono parole e sguardi allo spettatore, facendolo partecipare. Piuttosto che scegliere la strada del “finto vero” in cui la macchina da presa sembra nascosta, ma è lì, tutti lo sanno e tutti cercano di comportarsi come se non ci fosse. Ma qui è stato anzitutto il calore emotivo della situazione a spingermi a mettere da parte le convenzioni formali più accreditate… (Sandro Baldoni)

Gli orari si riferiscono all’inizio di pubblicità e trailers, il film inizia 10/15 minuti dopo.

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